L’opinione del tecnico catanzarese sul regolamento e sull’extra-time concesso dai direttori di gara nel regionale
Pubblichiamo il post su Facebook di Paolo Carnuccio, Allenatore di Livello A (ex Primo Livello), sulla “regola dei 10 punti” e sui minuti di recupero nei campionati regionali.
Prima delle vacanze di agosto volevo condividere con voi due piccole riflessioni che nascono da indicazioni comuni con altri colleghi ed addetti ai lavori. Chi mi conosce sa che non hanno alcuna finalità diversa se non quella di stimolare eventuali opinioni nell’esclusivo interesse di migliorare le competizioni. Da due anni nel massimo campionato regionale mi sono trovato a considerare alcune situazioni. La prima riguarda la regola dei cd. dieci punti di distacco tra la seconda classificata e la quinta in graduatoria che impedisce lo svolgimento dei play off. Si tratta, a mio parere, di una regola che svilisce la natura dei play off, vanifica gli sforzi delle squadre in lizza, ed infine tende a rendere privo di stimoli lo svolgimento delle ultime giornate di campionato laddove il distacco tra seconda e quinta si sia palesato in modo chiaro o definitivo. I play off rappresentano una valida seconda opportunità per chi non riesce comunque a raggiungere il primo posto ma soprattutto un premio per coloro che durante tutto il campionato mantengono elevate posizioni di classifica con ambizioni e prestazioni. Sebbene con le prescritte limitazioni a vantaggio della squadra con il miglior piazzamento, gara unica in casa della stessa con il doppio risultato a favore, prevedere un meccanismo di mancata disputa dei play off, e così negare l’opportunità alle squadre con il piazzamento dalla seconda alla quinta, significa forse essere eccessivamente rigorosi e snaturare l’ambizione legittima dell’ulteriore coda del campionato.
Al contrario, il distacco dell’oltre i dieci punti deve sicuramente avere un peso significativo nell’ambito dello svolgimento dei play out. In tale ambito non potrebbe essere consentito fornire un ulteriore possibilità di salvezza ad una squadra che per tutto il campionato ha accumulato un distacco enorme, mollando stimoli ed altro, ed alla fine venire riabilitata per la disputa della gara dei play out.
Ma per i play off il discorso è diverso, non si tratta di retrocessione ma di opportunità che non dovrebbe essere negata a nessuno, pur ribadendosi i sacrosanti vincoli della gara unica in casa della squadra con il miglior piazzamento con il doppio risultato a favore. Senza contare, infine, ciò che puntualmente accade quando nelle ultime giornate il distacco appare ormai maturato. Gare con pochi stimoli, senza il vero spirito agonistico, a volte con qualche speculazione di calcolo utilitaristico che rischia di sfociare in risultati poco aderenti ai valori dello sport. Personalmente eliminerei la regola dei cd. dieci punti di distacco per i play off (che manterrei invece per i play out) e così il divieto di svolgimento dell’appendice al campionato proprio per dare sempre e comunque l’opportunità e gli stimoli a chi per tutta la stagione si impegna a coltivare le sue legittime aspettative.
La seconda situazione riguarda la valutazione del tempo di recupero da parte dell’arbitro. Fintantoché non ci sarà il tempo effettivo, cosa che si rende assolutamente necessaria anche nel campionato regionale, una fonte di accesa discussione è sempre stata la durata del recupero da concedere per il tempo perso durante lo svolgimento della gara. Mi sono sempre confrontato con estrema trasparenza ed educazione con tutti i gli arbitri, chi mi conosce lo potrà assolutamente confermare, ma purtroppo non ho trovato delle risposte a delle mie evidenti perplessità. Al di là delle insindacabili valutazioni discrezionali del direttore di gara, che sia chiaro qui non vengono minimamente messe in discussione, il punto è che raccogliendo (è ovvio in modo informale e tranne casi eccezionali) la media statistica dei minuti di recupero che vengono concessi per tutte le gare disputate ad ogni singola giornata del massimo campionato regionale, la durata non supera quasi mai quella dei tre minuti. Eliminando i due minuti dei time out (che nel secondo tempo ricorrono entrambi con frequenza statistica quasi regolare) mi sono sempre chiesto perché oltre un determinato numero di minuti di recupero non si è mai andato. Avendo spesso lavorato nei campionati nazionali con il tempo effettivo, dove con una manciata di secondi può succedere di tutto, ho tentato di confrontarmi su questa indicazione anche con i direttori di gara per sensibilizzarli maggiormente a calcolare in maniera più ponderata la durata dei minuti di recupero. Ma spesso l’evenienza del risultato che pare acquisito, o le dimensioni del campo di gioco che paiono non consentire tempi morti di gioco, sembrano tendenzialmente accorciare la durata dell’effettivo recupero. Senza contare poi le interruzioni dovute alle legittime sospensioni dell’arbitro per eventuali accenni di risse, o provvedimenti disciplinari, che anch’esse risentono del reale tempo perso e non adeguatamente recuperato. La poca attenzione alla concreta consistenza del recupero genera purtroppo fenomeni (ancora pochi e speriamo in futuro destinati a scomparire) di condotte antisportive dei giocatori rivolte a perdere tempo con la speranza che tanto poi l’arbitro recupererà sempre non più di due o tre minuti. Sono sempre stato disponibile a qualunque forma di dialogo con i direttori di gara, e lo sarò anche in futuro se sarò chiamato a confrontarmi con loro nel reciproco rispetto dei ruoli, ma ho sempre segnalato che senza il tempo effettivo, la durata del recupero deve essere maggiormente attenzionata. A nulla giova l’ovvia constatazione che il futsal non è il calcio e quindi non si deve avere la medesima valutazione sul tempo di recupero, ma se non si pone una seria riflessione sul fatto che i minuti di recupero possano (e debbano) anche avere una diversa consistenza (concessi con altrettanta serenità) forse non si renderebbe un ulteriore buon servizio al miglioramento del nostro meraviglioso gioco del futsal.
Buone vacanze
Paolo Carnuccio
Tecnico di Calcio a Cinque Licenza A (Primo Livello)







