Caso Belvedere femminile, Cipolla: ‘Ma quale abbandono’

Su autorizzazione di Francesco Cipolla, pubblichiamo intervista

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CipollaSu autorizzazione di Francesco Cipolla, pubblichiamo intervista in merito al caso Belvedere Femminile

Nella presente intervista, IL MISTER FRANCESCO CIPOLLA ESPONE LA PROPRIA VERSIONE DEI FATTI, RISPONDENDO NEL MERITO al comunicato stampa “polemico” del 9/1/2013, sottoscritto e diffuso ai media dalle (ormai ex) ragazze dell’Atletico Belvedere.

Mister, abbiamo letto lo sfogo delle ragazze, nel quale sei chiamato in causa più volte. Ci racconti la tua versione dei fatti?

Premetto che rispondo a queste domande rappresentando solo me stesso e non la Società nella quale ho il piacere di lavorare.E rispondo altresì per tutelare la mia immagine, visto che allenare è attualmente il mio lavoro. Mi limiterò ancora a descrivere i fatti solo dal punto di vista tecnico e non societario. A brevissimo, a quanto ne so, anche il Direttivo uscirà con una dichiarazione. Innanzitutto, mi preme asserire che personalmente non ho nulla contro le firmatarie di quel “comunicato”, ognuno è libero di pensare e scrivere ciò che vuole, quando qualcosa si rompe, la responsabilità non è mai di una parte soltanto.

A cosa ti riferisci?
Sono anche io un tesserato dell’ Atletico Belvedere, e sinceramente, “stato di abbandono” mi sembra un’ affermazione di un ridicolo senza eguali.
Mi spiego:
– 2 palazzetti a disposizione, uno a Cosenza, Via Popilia (il più confortevole e di conseguenza più caro della città), per gli allenamenti. L’ altro a Belvedere Marittimo, per le partite.
– Trasferte in bus con relativo rimborso benzina per raggiungere lo stesso.
– Pranzo offerto dalla Società, sia per le gare in casa che per quelle in trasferte, in ristorante.
– Viaggio, cena, pernottamento, colazione e pranzo per le trasferte in Sicilia.
– Abbigliamento sportivo (dalla divisa da gara, alla tuta da passeggio).
– Materiale tecnico (palloni, casacche, birilli ecc ecc).
– Libero accesso alla palestra che si trova all’ interno del Palazzetto di Cosenza.
– Assistenza medica per recupero da infortuni.
– Pasticcini per ogni gara casalinga.
Ergo: se chi mette “mi piace” e/o condivide quel “comunicato”, e di conseguenza trova che le “firmatarie” dello stesso siano effettivamente “abbandonate” a loro stesse, io non c’ ho capito nulla e vivo su un altro Pianeta.
Mentre tutti voi, insieme a loro, fortuna vostra, avete giocato, e/o tutt’ ora lo fate, nel Real Madrid..!!!

Cipolla FrancescoLe ragazze però ti accusano di averle abbandonate.
Se il Presidente ha avallato la mia richiesta di dimettermi da Allenatore della squadra femminile, io devo dare poco conto ad altre persone. La mia volontà nasce dal fatto di non trovare più troppo piacere nel condividere la mia professione ed il mio tempo con persone con le quali si era frantumato qualcosa. Ho preferito rinunciare al mio rimborso spese, che per me rappresenta l’ unica fonte di sostentamento al momento, piuttosto che pagare in termini di serenità. Senza rimpiangere, tuttavia, nulla di quello che ho vissuto in questo anno e mezzo insieme alle ragazze.

Abbiamo letto anche offese sulla tua persona sulla pagina non ufficiale dell’ Atletico Belvedere Femminile.
Si, ho letto anche io. Mi dispiace che alcune ragazze non abbiano avuto l’ educazione di accettare le mie scelte dal punto di vista tecnico. Molte di quelle che hanno ostentato la loro “rabbia” (per usare un eufemismo), sono ragazze, a mio avviso (e per questo assolutamente opinabile), non adatte alla Serie A. Se scelte sono state prese, non sono MAI state influenzate da motivazioni che esulassero da quelle meramente sportive.
E giocare in Serie C (molte di loro, l’ anno scorso, entravano soltanto a risultato acquisito), o fare i tornei CSI, non deve rappresentare imbarazzo, anzi. Le categorie esistono per un motivo.
Anche a me piacerebbe essere l’ Allenatore della Luparense al posto di Colini..! Riconoscere e soprattutto ammettere i propri limiti però, ahimè, rappresenta effettivamente una delle cose più difficili del mondo sportivo e non. Questo va confessato.

Si legge anche che alcuni tuoi atteggiamenti, sfociati in nervosismo, siano stati causa di problemi all’ interno dello spogliatoio.

E’ vero, lo riconosco. Ma dico sempre che è meglio avere un cattivo carattere, piuttosto che non averne affatto. E poi, sfido chiunque a portarmi un esempio di uno spogliatoio dove tutto va bene tutto il tempo.. Soprattutto quando i risultati non ti danno quasi mai ragione! Dai, per favore! Parliamo di calcio a 5 e non di Cento vetrine!

Si leggono anche i nomi di Vito Stoppa e Gianluca De Rango.

Si si, ci siamo proprio tutti! Ho letto che anche in questo si sono sentite “tradite”.Per la cronaca (e sfido chiunque ad affermare il contrario):
– Il Prof. Vito Stoppa non era gradito alla maggior parte del gruppo e più volte sono stato invitato ad evitare di portarlo insieme a me agli allenamenti.
– Mister De Rango poco gradito per “mancanza di personalità”.
– Il sottoscritto, essendo “causa di problemi all’ interno dello spogliatoio” non era più gradito.
– Durante l’ ultimo anno di Calcio a 11, Mister Guida non era gradito.
– L’ anno prima, sempre Calcio a 11, Mister Alberti non era gradito.
A voi le considerazioni del caso.
Un’ ulteriore precisazione: neanche con la maschile ho la fortuna di avere a disposizione un preparatore dei portieri, quindi anche io ho il diritto di sentirmi solo?!?

Ci chiarisci la vicenda delle ragazze acquisite e poi tornate alla Jordan Cs?
Premetto che sono state ragazze professionali, che si sono impegnate sempre, dando tutto quello che potevano. Io personalmente, da Allenatore, non posso che elogiarle. Alla pari di Orlando & company, che sono atlete serie, appassionate, vogliose di imparare e competere.
Ma è legittimo anche, da parte della Società, rivedere gli accordi sui rimborsi, quando i risultati non arrivano. Mica siamo dipendenti statali!
E quindi, dopo avermi convocato per una riunione a rapportare sulle stesse, il Presidente ed altri Dirigenti hanno deciso di dimezzare i rimborsi (che ad onor del vero, viaggiavano comunque con 2 mesi di ritardo). Sono state le ragazze a voler andar via, non le ha “obbligate nessuno”. Libero arbitrio, anche in questo caso. L’ unica cosa che imputo a Reda, De Cicco, Mirafiore e Romola, è stata quella di non presentarsi, seppur ancora tesserate e convocate, alla partita contro la Woman Soccer CZ.

Come credi possa risolversi questa intricata e spiacevole situazione?

Certamente non tramite internet, “comunicati stampa”, articoli e stati di facebook!Per quanto mi riguarda ho già risolto, dissociandomi sia sportivamente che personalmente da chi ha intavolato questa assurda, a mio avviso, protesta. Scrivere poi di “maschilismo” di una “Società che preferisce far confluire il 98% delle risorse verso la squadra degli uomini”, considero sia davvero la cosa “più peggiore”.
Io penso che l’ auto discriminazione, che si trasforma poi in auto commiserazione, sia la forma più becera che alimenta le differenze di genere, colore della pelle, preferenze sessuali ecc ecc.. Battersi per lo sport femminile non è questo. L’ atteggiamento intrapreso, è, sempre a mio avviso, penalizzante.

Cosa succederà adesso?

Certamente, conoscendo il Presidente, si andrà avanti fino alla fine.
L’ epilogo è comunque, dal punto di vista sportivo, triste; perché certamente ci saremmo salvati.
All’ ultima giornata e soffrendo come matti (come dichiarato dal sottoscritto sin dal primo giorno), ma avremmo raggiunto l’ obiettivo. Col ritiro del Molfetta, la Jordan a 0 punti, avremmo dovuto fare la gara su Rionero e Potenza, squadre alla nostra portata.

Questi sono i fatti dal mio punto di vista, ma sfido chiunque a dimostrare il contrario.

Francesco Cipolla.

 

Scritto da: Ufficio Stampa Belvedere